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Violenta al limite del sostenibile quest'opera seconda di Rob Zombie, prestato al cinema dal rock ad alta potenza, ma già approdato ad uno stile registico con precise connotazioni di originalità. I personaggi sono approfonditi ulteriormente rispetto al prequel e, sebbene siano tutti aldilà di ogni aderenza col mondo reale, risultano impossibili ma credibili (la moglie del regista, Sheri Moon Zombie, oltre ad essere bellissima, la trovo particolarmente adatta ad interpretare ruoli come in questi due films; deviata mentalmente, sexy-cattiva, a modo suo dolce e terribilmente malvagia). Mostri spietati che si danno la caccia, gingillandosi con innocenti vittime che fanno da sugo a una vicenda che ha i ritmi del western o del poliziesco made in 1970. Canoni e stilemi di genere sono ricalcati, assimilati e reinventati da R.Z. che lascia per strada il pesante citazionismo che caratterizzava La casa dei 1000 corpi. Riconfermata invece la colonna sonora (stupenda); intellettualismi al bando e umorismo grottesco. Parecchio pesante. A me sono piaciuti tantissimo e li consiglio. E come scrivo spesso, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
L'ho scritto per La Casa dei 1000 Corpi e lo ripeto qui: pretenzioso, inutile e ritrito, come tutti i film di questo sopravvalutato regista. Non c'è assolutamente nulla di originale, né di cult, figuriamoci parlare di capolavoro, genio o arte! "Scusatemi ma da quando in qua i film così definiti "horror" devono far paura?" Be', semplicemente da quando rientrano in tale categoria. Un film horror deve, per definizione, far paura, inquietare, disturbare, angosciare... (Cosa che riescono a fare benissimo Hostel, The Descent e molti horror orientali, per esempio.) Questo e il suo sciatto predecessore mi hanno sì disturbato, ma per il livello di ridicolo e imbarazzo che ho provato durante la visione. Che poi sia horror, non horror, o "non solo un horror" non è rilevante: non è comunque nulla di più di un miscuglio sconclusionato di elementi che vorrebbero essere chissà cosa ma alla fine non sono niente. E non contento Zombie deve pure mettersi a rovinare un vero capolavoro come Halloween. Da grande amante del genere - e non solo di questo: bocciato in tutto e per tutto.
“da quando in quà i film così definiti "horror" devon far paura?” Mah. Boh. Chissà. Sarò un inguaribile romanticone, ma per me un “horror” degno di questo nome, deve far paura o quanto meno raccapriccio. O ingenerare tensione. Ma sono d’accordo con “Odioso” che, in effetti, quelli così si contano davvero sulle dita di una mano. Sarà per quello che esco dalla visione della maggior parte degli “horror” (o almeno da quei film così etichettati) molto deluso. Sicuramente lo sono stato da questo, e sì che dopo “Halloween” avevo una così buona opinione di Zombie. Intendiamoci: non tutto, in questo film, è da buttare. La fotografia è buona, la recitazione non pessima, gli effetti speciali dignitosi, le musiche non disturbano l’azione (purtroppo non sempre), la trama sino ad un certo punto regge pure. E riesce persino a creare una certa simpateticità con alcuni personaggi (le vittime e lo sceriffo Wydell) che è un ottimo ingrediente in un horror ben riuscito. Ma da qui ad esserne entusiasta ce ne corre. Di tensione ce n’è davvero col contagocce. La famiglia Firefly riesce tanto odiosa, poi, che la scena madre del film, in cui Wydell (finalmente!) ha catturato e tortura i tre sopravissuti, è una vera goduria. Ma allora perché rovinare tutto con un mongoloide sbucato fuori da chissaddove che li salva? Il finale vero e proprio, con la sparatoria della polizia, riesce almeno a non lasciare troppo amaro in bocca (se se la fossero cavata anche stavolta giuro che avrei fatto a pezzi il dvd, con buona pace di chi riesce a simpatizzare per dei farabutti simili), ma è un po’ forzato, e non rende neppure la metà di quanto avrebbe fatto la nemesi in veste dello sceriffo Wydell. Insomma, lievemente meglio del precedente, ma nulla di che.
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