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La filigrana del dialetto
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Descrizione


«Tutto sommato, si può dire che anche oggi la situazione non è sostanzialmente mutata, proprio per la relativa marginalità del luogo dove io abito e quindi per il suo conservativismo linguistico; ma se io non ho usato il dialetto come lingua dello scrivere, in realtà l'ho sempre avuto come penombra, viva, come filigrana interna, vorrei dire, di quello che avevo scritto in italiano. (...) Devo dire che per quanto mi riguarda esiste un duplice atteggiamento. Intanto c'è una volontà di salvaguardare un patrimonio che non deve andar disperso e che esiste ancora. Per me, essere depauperato della possibilità di andare in osteria a parlare dialetto con i miei paesani sarebbe una calamità, addirittura. No, non mi ritroverei più, non sarei più me stesso. Quindi per me c'è un problema di conservazione, chiamiamola cosi, del mio stesso io, attraverso il dialetto. E, vorrei dire, al di là del mio caso personale, mi ricollegherei anche col problema dell'impedire il totale genocidio di quanto resta del dialetto. Che non ha nulla a che fare, beninteso, con l'imbalsamazione tipo «riserva». Ma, nello stesso tempo, esiste in me anche una volontà di ricupero del dato eterno (chiamiamolo tra virgolette) o comunque connesso al tempo più profondo, al modo di essere più profondo del tempo umano, per cui il dialetto si potrebbe ricongiungere al tema dell'oralità perpetua». Dall'intervento di Andrea Zanzotto.
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Dettagli

1979
1 gennaio 1979
44 p., Brossura
9788877131003

Conosci l'autore

Franco Loi

1930, Genova

Franco Loi, poeta noto per la sua produzione incentrata su un uso particolare del dialetto lombardo, era nato a Genova nel 1930. Di famiglia sarda, viveva a Milano e ne aveva adottato il dialetto, ma il suo linguaggio poetico nasceva dalla ibridazione di elementi linguistici di varia natura (gerghi, idioletti ecc.), d’area proletaria o contadina, spesso reinventati dalle esigenze espressive dell’autore. Si era affermato soprattutto con la raccolta Stròlegh (1975), preceduta da I cart (1973), Poesie d’amore (1974) e seguita da Teater (1978), L’Angel (1981), Bach (1986), Liber (1988), Memoria (1991), Umber (1992), Isman (2001). Nel 2005 ha raccolto la sua produzione poetica in Poesie scelte 1973-2002. Nel 2003 ha pubblicato il saggio Milano. Lo sguardo di Delio...

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