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Il testo presenta un approccio storico come il titolo stesso suggerisce, e il suo principale obiettivo è quello di seguire "da vicino" la sistematizzazione induttiva o deduttiva del pensiero metascientifico. Infatti spesso e volentieri vengono selezionati soltanto elementi che degli autori rimandano in modo esplicito alla diatriba induzione vs. deduzione, a volte tralasciando qualche dettaglio che si potrebbe invece aggiungere per rendere il discorso più completo. I punti di forza di questo manuale è sicuramente la trattazione dell'empirismo inglese (Locke e Berkely) e sopratutto la parte dedicata a Hume. L'autore è molto preciso nel trovare il filo conduttore che lega il problema humeano dell'induzione alla filosofia del '900, dedicando addirittura un intero capitolo alla filosofia di Popper. Inoltre questo manuale approfondisce in maniera egregia il periodo dell'800 e del '900 considerando gli importanti contributi del positivismo ottocentesco (Comte, Mach) e analizzando abbastanza bene la filosofia di Khun (parla anche del poscritto del '69, molti si fermano alla prima versione della "struttura delle rivoluzioni scientifiche"). Su Lakatos e Feyerabend, invece, l'ho trovato un po' deboluccio come lo è anche per la parte antica e medievale in quanto in un unico capitolo cerca di sintetizzare l'epistemologia greca e quella medievale. Merita però un ulteriore merito, ossia la trattazione della sociologia della conoscenza, un movimento degli anni 80 del '900 e poi estintosi per la paradossalità delle sue affermazioni. In altri manuali è appena accennata, mentre in questo testo è dedicato un intero e abbondante paragrafo.
Attraverso la metafora dell'arco della conoscenza (dai fatti e dagli oggetti induttivamente si costruiscono teorie, dalle teorie e dalla logica si ricercano deduttivamente le condizioni per l'esistenza di nuovi oggetti) Oldroyd propone un percorso diacronico nella storia della filosofia della scienza attraverso i suoi personaggi più significativi. L'esposizione è abbastanza didattica, aderente al percorso storico e senza grandi slanci nell'affrontare invece l'evoluzione delle idee. E' un buon punto di partenza per chi voglia avvicinarsi in maniera soft all'epistemologia, poco attraente per chi ha già sviluppato un proprio background sull'argomento.
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